Comunicato Stampa
Press release


KOSHER A ROMA

“Prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden perché lo lavorasse e lo custodisse”. L’immagine di Adamo come giardiniere del creato è stata trasmessa dalla Bibbia (Genesi, 2-15) a tutta la cultura europea. “La terra è mia” è scritto nel Levitico (25-23) “e voi state da me come stranieri e ospiti”. L’uomo non è dunque padrone della terra ma ospite temporaneo, proprio come lo considera, in nome dei diritti delle generazioni future, l’ambientalismo moderno.
Ebraismo e natura, il titolo scelto per la Giornata europea della cultura ebraica di quest’anno che si svolgerà il 29 settembre, non può non ricordare quel senso del limite dell’agire umano declinato in tante regole dell’ebraismo, comprese quelle che stabiliscono ciò che è kasher («adatto», ossia conforme ai dettami divini) in fatto di alimentazione. Una di esse, ad esempio, vieta di cibarsi del sangue degli animali, “perché il sangue è la vita e non mangerai la vita insieme con la carne” (Deuteronomio 12-23).
Intorno a questo e ad altri precetti dal forte significato simbolico si è sviluppata nel corso dei secoli una cucina ebraica che varia ampiamente a seconda della distribuzione geografica delle diverse comunità. Quella romana è riconosciuta come la più antica e ha dato origine a numerosi scambi in entrambi i sensi con la tradizione culinaria della città. Le sue pietanze caratteristiche (a partire dai popolarissimi “carciofi alla giudìa”) si sono conquistate un apprezzamento sempre più largo, al punto che si può parlare ormai di un vero boom della cucina ebraica nella capitale.
Da almeno un decennio la curiosità del pubblico verso comunità ebraica romana è in continua crescita, ma non altrettanto si può dire della reale conoscenza delle sue caratteristiche e tradizioni. Anche a partire da questa considerazione l’Azienda Romana Mercati ha deciso di dar vita, in collaborazione con la Discoteca di Stato, con il Centro culturale e con l’Archivio Storico della Comunità ebraica di Roma, a un Festival della cultura e della enogastronomia giudaico-romanesca chiamato Kosher a Roma nella cornice della Giornata europea della cultura ebraica.
Nei sei giorni dal 29 settembre al 4 ottobre si terranno spettacoli, conferenze, convegni, proiezioni fotografiche, visite guidate e brevi corsi sulla preparazione delle ricette tipiche della cucina giudaico-romanesca, a cui si è affiancata in tempi più recenti quella giudaico-tripolina. Il tutto, accompagnato dalla degustazione di vini e piatti tipici offerti dai ristoranti kasher di Roma. E per consentire a chiunque lo desideri di provare, anche al di fuori del Festival, l’autentica cucina giudaico-romanesca, Azienda Romana Mercati ha censito e descritto ristoranti, pastifici artigianali, panifici, pasticcerie, tavole calde e fast food kasher presenti non solo nella storica cornice dell’antico ghetto, ma anche in altre parti della città. Tutti sono stati inseriti in un catalogo e in un’applicazione internet. Per coloro infine che volessero cimentarsi nella preparazione di queste specialità, nel catalogo figurano anche alcune ricette.

“The Lord God took the man and placed him in the garden of Eden to work it and take care of it”. The image of Adam as the gardener of creation spread throughout European culture via the Bible (Genesis 2:15). “The land is mine” says Leviticus (25:23) “and you are only strangers and sojourners with me”. Man is thus not the owner of the land but its temporary guest, just as he is seen by modern environmentalism in the name of the rights of future generations.
Judaism and Nature, the title selected for the European Day of Jewish Culture, cannot help but remind us of this sense of the limitations on human action set out in the many laws of Judaism, including those that establish what, in the realm of food, is kosher (or “fit” – that is, in compliance with divine dictates). One such regulation, for example, forbids consuming the blood of animals, “for the blood is the life and thou mayest not eat the life with the flesh” (Deuteronomy 12:23).
Over the centuries a Jewish cuisine has developed around this and other precepts, expressing powerful symbolic meanings that vary widely with the geographical distribution of the different communities. The Jewish community in Rome is recognized as the oldest and has been the source of numerous back-and-forth exchanges with the non-Jewish culinary tradition of the city. Its typical dishes (starting with the hugely popular “Jewish style artichokes”) have gained an increasingly wide following, to the point that it is now possible to speak of a true Jewish cooking boom in the capital.
The culinary tradition provides one of the possible ways to approach the history and culture of a community. And while public curiosity about Rome’s Jewish community has been growing for at least the last decade, the same cannot be said for the non-Jewish population’s real knowledge of its characteristics and traditions. It was partly because of considerations such as these that the Azienda Romana Mercati, in collaboration with the Discoteca di Stato (State Audiovisual Archive), the Jewish Cultural Centre and the Historical Archive of the Jewish Community of Rome, elected to promote a Roman Jewish culture and cuisine festival called Kosher in Rome, within the framework of the European Day of Jewish Culture.
In the six days from 29 September to 4 October there will be performances, lectures, conferences, photographic projections, guided tours and short courses on the preparation of Judeo-Roman recipes. All this will be accompanied by tastings of wines and typical dishes prepared by Rome’s kosher restaurants.